Bambini e lettori musicali: attenzione all’udito

Attenzione al tempo trascorso dai più piccoli in compagnia di smartphone, tablet e più in generale dei dispositivi musicali portatili: uno studio condotto lungo un arco temporale di tre anni (dal 2012 al 2015) su un campione di 3.000 bambini di età compresa tra i 9 e gli 11 anni, pubblicato da JAMA Otolaryngology, afferma che l’uso eccessivo di cuffie o auricolari per l’ascolto dei brani può favorire l’insorgere di danni all’apparato uditivo.

I genitori di 2.000 bambini (due terzi del campione) hanno affermato che i figli utilizzano con regolarità i lettori: tra questi, 800 almeno una o due volte ogni settimana. Il 14% dei soggetti esaminati, circa 450 minori, ha manifestato problemi all’udito. Per il 7% è stata rilevata una compromessa percezione delle alte frequenze, quasi sempre in un solo orecchio. Si tratta di un disturbo solitamente associato a una prolungata esposizione a forti rumori. Il team di ricercatori olandesi responsabile dello studio afferma che, tra i bambini che si sottopongono a lunghe sessioni di ascolto in cuffia, il rischio di incorrere in un problema di questo tipo è tre volte maggiore.

Contromisure possono essere messe in atto in primis dai genitori, insegnando ai figli un utilizzo responsabile dei dispositivi. Anche autorità e governi possono svolgere un ruolo importante, imponendo ai produttori l’implementazione di limitazioni per il volume in uscita, evitando così di sottoporre l’udito a forti stress durante le sessioni di ascolto. Alcuni paesi europei si sono già mossi in questo senso (le normative non consentono output oltre gli 85 decibel), ma va tenuto in considerazione che su qualsiasi store mobile si trovano applicazioni e software in grado di aggirare o rendere vani accorgimenti di questo tipo.

Gli autori dello studio continuano a monitorare i soggetti coinvolti nel tempo, al fine di comprendere se i danni riportati sono di natura permanente e per stabilire se realmente esista un rapporto di causa-effetto tra l’ascolto in cuffia e i problemi all’udito. Il buon senso e un uso non eccessivo dei device rimangono in ogni caso i più efficaci strumenti di prevenzione.

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