Se improvvisamente percepite un calo parziale o totale dell’udito, non perdete tempo, recatevi subito al pronto soccorso. Potrebbe trattarsi di un banalissimo tappo di cerume o di un problema più grave che va trattato immediatamente per evitare problemi permanenti.
Il più delle volte questo improvviso calo viene percepito solo a un orecchio e spesso è accompagnato da ronzio (acufeni), percezione ovattata dei suoni e nei casi più gravi, vertigini.
Le cause possono essere innumerevoli; ad esempio una malattia autoimmune, danni al microcircolo, trauma sonoro o infezioni. In ogni caso si tratta di un consumo (atrofia) delle ciglia dell’organo del corti, una parte dell’orecchio che si trova all’interno della coclea.

I medici, dopo le domande di routine per capire l’eventuale causa scatenante, vi sottoporranno a due test chiamati RINNE e WEBER.

Con la prova di Rinne il medico posizionerà il diapason a due centimetri dall’orecchio e poi poggiato dietro l’orecchio, se il suono viene percepito solo quando il diapason è dietro l’orecchio, si tratta di un problema dell’orecchio esterno (ipoacusia trasmissiva). Se invece non è percepito in entrambi i casi il problema è interno e riguarda i recettori o le vie uditive(ipoacusia recettiva).

Con la prova di Weber il medico pone il diapason al centro della testa. Se il suono viene percepito nell’orecchio malato si tratta di problemi trasmissivi, se viene percepito nell’orecchio sano si tratta di problemi recettivi interni all’apparato uditivo. Infine si procede con l’impedenziometria e l’audiometria tonale e vocale.

È importantissimo agire tempestivamente; entro le 72 ore dai sintomi si hanno le maggiori probabilità di guarigione.
Solitamente vi sono cure a base di cortisone per via orale. Nei casi in cui il problema persiste vengono iniettati farmaci cortisonici nella cavità timpanica. Inoltre l’inalazione di ossigeno più anidride carbonica al 5% (carbogeno) sembra potenziare l’effetto dei farmaci.