Una novità assoluta per le persone che hanno delle protesi in qualche parte del corpo. Infatti, secondo uno studio pubblicato su Scientific Reports e condotto da un gruppo di ricerca italiano dell’Istituto di BioRobotica della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, le persone che hanno la protesi di un arto integrata nell’osso, presentino maggiori percezioni sensoriali sfruttando l’udito. La ricerca è stata coordinata da Francesco Clemente, nell’ambito del progetto europeo ‘Dexterous Transradial Osseointegrated Prosthesis with neural control and sensory feedback’ (DeTOP) guidato da Christian Cipriani, docente dello stesso istituto pisano.

I protagonisti dell’indagine sono state dodici persone amputate che si sono sottoposte a quattro testi psicofisici. Ciò che è emerso ha dimostrato come gli stimoli sensoriali, anche deboli, possono viaggiare attraverso il corpo fino a essere percepiti dall’apparato uditivo, situato a livello dell’orecchio interno.

Ma come viene percepito lo stimolo sensoriale? I pazienti con protesi avvertono una vibrazione applicata all’impianto osseo e, proprio per questo, la reazione è più sensibile e rapida. Un meccanismo che si attiva anche quando la protesi è situata in una parte lontana dal corpo rispetto all’orecchio.

Non si parla, quindi, semplicemente di scoperte scientifiche teoriche, ma di tecniche dell’osseointegrazione che possono contribuire a migliorare il tenore di vita di chi ha subito un’amputazione. Se da un lato, la perdita di una parte importante del corpo può far sentire invalidi e meno ricettivi agli stimoli dell’ambiente esterno, dall’altro, il miglioramento dell’udito permette di colmare quel gap che manca. Inoltre, non bisogna dimenticare che è molto importante riuscire ad accettare la propria situazione, cercando di non concentrarsi sulle parti mancanti, ma provando a svolgere le attività di tutti i giorni, con fierezza. Ci sono tantissimi esempi nel campo dello sport, della musica e dell’arte in generale che, nonostante un’invalidità, sono riusciti a primeggiare nel loro campo, senza perdere la voglia di vivere. Tra i personaggi che citiamo con piacere, Stephen Hawking (fisico), Stevie Wonder (musicista), Steven Spielberg (regista cinema), Alex Zanardi (pilota automobilistico), Beatrice Vio “Bebe” (atleta) e molti altri.