Nel 2015 è spopolato un particolare tipo di piercing, il cosiddetto “daith piercing”. In Italia è arrivato solo da qualche mese anche se non proprio per lo scopo a cui è stato destinato sin dall’inizio. Infatti, si tratta di un piercing che si applica all’interno del padiglione auricolare, sull’elice. Il punto scelto non è un caso, infatti, sembrerebbe proprio che l’elide, il punto in cui viene innestato l’orecchio, è lo stesso con cui, in agopuntura, si combatte l’emicrania cronica. La stimolazione di questo punto rilascia infatti sostanze antidolorifiche, tra cui l’endorfina, grazie alla stimolazione di nervi sottocutanei e tessuti muscolari.

Ovviamente non si tratta di una scoperta con basi scientifiche, come ha affermato il dott. Thomas Cohn, interpellato dal quotidiano “Metro”: “Non c’è alcuna conferma scientifica che questo tipo di piercing possa funzionare, servono degli studi approfonditi. La zona interessata dal ‘Daith’ è la stessa che viene trattata in agopuntura per combattere l’emicrania cronica. Molti pazienti sostengono di aver risolto il grosso dei loro problemi, quindi potrebbe anche rappresentare una soluzione efficace ed economica, ma non possiamo affermarlo con certezza”.

Tuttavia sono tantissimi i commenti che circolano in rete. Si tratta, perlopiù di testimonianze dirette di chi ha provato questo tipo di piercing e ha riscontrato effetti totali e parziali sul grado di emicrania riscontrata. In questi ultimi mesi il fenomeno è spopolato in giro per il mondo, a partire da Los Angeles per poi approdare in Italia, come una moda tra i giovani, un modo per portare l’orecchino in un punto diverso dell’orecchio senza incidere troppo sulla visibilità.

Nonostante i benefici che ne conseguono, il “daith piercing” deve essere usato con cautela. Qualora i sintomi dell’emicrania dovessero peggiorare, ciò che occorre fare è rivolgersi a un medico specializzato e seguire le cure consigliate.