La facoltà di poter ascoltare con entrambe le orecchie tecnicamente si definisce con il termine di ascolto binaurale: è questo il motivo per cui riusciamo ad assegnare una posizione ben precisa ai suoni nello spazio che ci circonda (quindi a definire se un suono ci arriva dalle spalle, da destra o sinistra) e che ci permette di stimare la distanza spaziale del suono stesso, se è fissa o in movimento.

Tutte queste capacità nella vita di ogni giorno le diamo per scontate, ma sono importantissime e se mancano vengono a crearsi gravissimi problemi. Non è un caso, purtroppo, che i bambini con ipoacusia evidenziano difficoltà nella comunicazione, con importanti ripercussioni negative nell’ambito affettivo e familiare. A tale proposito tiene a precisare il professor Alessandro Martini, ordinario di otorinolaringoiatria presso l’Università degli Studi di Padova: «Uno studio iniziato negli Anni 80 e condotto presso l’università di Padova ha selezionato 150 bambini con una sordità completa monolaterale: 30 fra questi bambini\adolescenti sono stati sottoposti a test di localizzazione sonora e riconoscimento del parlato nel rumore rispetto a 30 pari età con nessun problema di ascolto. Questi due gruppi sono stati seguiti nel tempo e in particolare, ci siamo concentrati sulla loro carriera scolastica e sulle eventuali difficoltà riscontrate. Ne è emerso che i bambini del gruppo ipoacusia monolaterale hanno evidenziato un evidente gap rispetto ai normoudenti».

Protesi e impianti di ultima generazione non bastano

Grazie ai grandissimi progressi in campo medico e tecnologico oggi sono disponibili protesi uditive e impianti cocleari davvero molto sofisticati che consentono un buon ripristino della funzionalità uditiva negli ambienti silenziosi, mentre tale capacità, a volte, resta molto limitata in contesti rumorosi come le classi scolastiche o le palestre e per strada.

Proprio per rispondere a tali esigenze a Padova presso la Clinica ORL dell’Università è stato in questi giorni inaugurato il ViSpA (Visual Spatial Auditory) Lab un nuovo e innovativo laboratorio dove sarà possibile la riproduzione di una serie di ambienti acustici tipici della vita di tutti i giorni dalla scuola, all’ufficio, al ristorante/pub al living room.

L’eccezionalità del laboratorio (che fa parte del progetto europeo 3D Tune) sta anche nel poter offrire un’interfaccia video che consente di supportare l’esecuzione di alcuni test, ma anche di proporre dei giochi o delle immagini che consentono una miglior interazione del soggetto in esame, soprattutto bambini per i quali i test audiologici vanno proposti come giochi o a soggetti più anziani in cui la capacità di concentrazione può essere ridotta.

Tramite la riproduzione grafica 3D sarà possibile avere un feedback visivo in tempo reale della posizione delle fonti sonore che vengono inserite nell’ambiente, grazie a degli oggetti rappresentanti i diversi suoni. Lo studio dell’udito «spaziale» o scena acustica permetterà in particolare di seguire lo sviluppo della binauralità in bambini con problemi uditivi e nella riabilitazione dell’anziano ipoacusico.

Certamente un fiore all’occhiello questa struttura come tiene a confermare il professor Martini: «Da molti anni la Clinica Otorinolaringoiatrica di Padova si pone ai vertici nazionali e internazionali per quanto riguarda il trattamento della sordità. Presso le nostre strutture, nello specifico, è possibile effettuare diagnosi precoce, inquadramento e protesizzazione tempestiva dei soggetti con deficit uditivi ed effettuare interventi di impianto cocleare in pazienti con sordità profonda. Recentemente, infine, siamo riusciti a ottenere nell’ambito del progetto europeo ERN (European Reference Network), il riconoscimento come centro di riferimento per il trattamento dell’ipoacusia e delle patologie congenite rare dell’orecchio e del distretto ORL».

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Redatto da: Angela Nanni